Documentati oltre 5.400 casi di violenza nei primi sei mesi del 2009 "Non c'è un singolo giorno in cui non arrivi in ospedale una donna stuprata". Le parole di Rossette Kavira, ginecologa all'ospedale di Goma, Sud Kivu, riflettono la drammatica situazione delle donne nella Repubblica Democratica del Congo. Da mesi la regione è teatro di stupri che solo nel primo semestre del 2009 hanno toccato quota 5.400 casi. "Attualmente la Rdc ha la più alta incidenza di stupri al mondo, ma le statistiche rappresentano solo una parte di ciò che realmente succede", afferma Dede Amanor-Wilks, direttrice di Action Aid per l'Africa centro-occidentale. La guerra che contrappone il governo, affiancato dalle forze Onu, e i ribelli Hutu del vicino Rwanda, negli ultimi mesi ha visto una forte escalation, costringendo centinaia di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case. E nel conflitto lo stupro sta diventando un'arma a tutti gli effetti: il 90 percento delle violenze è opera dei gruppi armati o dell'esercito governativo. "In molti casi l'infamia associata allo stupro lascia le sopravvissute sole, abbandonate da mariti, genitori e comunità" spiega l'inviato di Al Jazeera a Goma, Mohammed Adow. "Lo stupro è usato come arma perché più facilmente disponibile di proiettili e bombe". Tra i casi segnalati dall'emittente araba, quello di Nabwemba Natabaro, una donna del Sud Kivu tenuta prigioniera per due mesi e ripetutamente stuprata dopo essere stata rapita dal suo villaggio. Riuscita a fuggire e tornata dalla famiglia, che credendola morta aveva smesso di cercarla, Nabwemba si è recata in ospedale solo per scoprire di essere positiva all'Hiv. Ancora una volta le donne utilizzate: strumento di guerra per infliggere danni e perdite ad altri (agli avversari). Solidarietà alle donne Congolesi. Tratto da "PeaceReporter". Postato da Raffaella. |